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Pubblicato il 24 Agosto 2017

Dopo il grande successo editoriale di Storie della buonanotte per bambine ribelli, le cui protagoniste sono 100 donne che rappresentano esempi di forza e coraggio al femminile e dunque 100 favole per sognare in grande, arriva in Italia una nuova pubblicazione di origine latino americana denominata dalla sua autrice Nadia Fink “Anti-principesse

Il concetto che è alla base di queste pubblicazioni è quello di rovesciare gli stereotipi di genere, in cui, nello specifico le bambine, proprio attraverso le favole, sono state sin da piccole educate a rimanere in determinati ruoli, famigliari e sociali, appunto più femminili e che certe cose concernevano unicamente l’universo maschile. Da questo imprinting le bambine di ieri e le donne di oggi, hanno abbassato in molti campi il tetto delle loro aspettative o si sono viste precludere da sé stesse opportunità per avere successo.

Le “Anti- principesse” vogliono appunto evitare che questo accada e che le donne siano portate a sognare in grande e a realizzare tutto ciò che desiderano. Sono le storie di donne realmente esistite, il primo volume della collana è dedicato alla pittrice Frida Kahlo. Insieme alle storie della cantante Violeta Parra e la partigiana Juana Azurdun, raccontano di donne che combattono per realizzare sè stesse e i loro sogni, aiutano gli altri, anche se non hanno un castello o un principe che corre a salvarle.

Sono anche storie ricche di amicizia, amore e anche di qualche lieto fine. L’intento di questo favole è quello appunto di insegnare alle bambine valori diversi rispetto alle favole di un tempo, primo fra tutti il valore del fare piuttosto che dell'apparire. È proprio per ribaltare gli stereotipi di genere la scrittrice argentina ha già pronte nuove pubblicazione dedicati ai maschietti e le favole a loro dedicate saranno quelle degli “Anti – principi”.

Chi sono le anti principesse e gli antieroi? Lo chiediamo all'autrice, Nadia Fink, in un'intervista esclusiva. 
Una domanda che ormai poniamo ai bambini per stuzzicarli e coinvolgerli in questa nuova collana che siamo entusiasti di presentare e promuovere a gran voce! Una collana che viene dall’Argentina… Perché quando ci raccontano delle storie ci parlano sempre di donne e uomini importanti? Importanti come le principesse, tutte ben vestite, che non possono giocare o sporcarsi… Oppure importanti come i supereroi, con i loro superpoteri così lontani da noi. In questo caso, quando diciamo “importanti”, parliamo di coloro che si sono “sporcati” per divertirsi e per crescere, che non si sono fermati ad aspettare che accadesse qualcosa e hanno usato dei superpoteri, ma di altro tipo! Come ad esempio raggiungere obiettivi impensabili, affrontare il mondo in un modo tutto loro, superare ostacoli enormi e lasciare un segno nel tempo. Abbiamo deciso di intraprendere questo viaggio con Editorial Chirimbote, casa editrice argentina, perché crediamo fermamente nel progetto, e nelle Antiprincipesse e negli antieroi! Nostra grande soddisfazione è anche aver creato una collaborazione multiculturale che avvicina due paesi tanto lontani fra loro, in un mondo dove la diffidenza è sempre più forte. Parliamo di loro nel modo più semplice e più adatto a un bambino. Perché sono i bambini per primi che devono imparare a fidarsi di loro stessi e delle loro capacità.

Come è nata l'idea di lanciare una linea editoriale per i bambini e le bambine?
Abbiamo avuto l'idea molto tempo fa, ma solo all'inizio del 2015 ci fu la possibilità concreta di dare forma alla collezione "Antiprincesas", con l'idea di rompere vecchi modelli che non fanno nulla di buono per quelle ragazze che vogliono progredire nella vita, essere indipendenti, fare ciò che vogliono con i loro corpi e sfruttare le loro capacità, in definitiva essere persone libere. E pensiamo di creare storie e idee che rompino con questi stereotipi, ma non solo per quanto riguarda le ragazze, ma anche nei ragazzi, che seguono il modello del capo famiglia che detiene tutto il potere in casa, una figura che può portare anche alla violenza, che oggi vediamo sempre di più. Ecco perché questo editoriale arriva in un momento molto importante, l’entrata in scena dei movimenti delle donne contro varie forme di violenza.

Cosa intendiamo per infanzia? 
L'infanzia è la tappa più importante dell'essere umano, quando scopriamo il mondo e ci rendiamo conto che possiamo interagire con esso, trasformarlo. È anche un momento in cui la nostra esperienza di conoscenza e di sviluppo è più sensibile e quindi più vulnerabile, per questo con la collana vogliamo ripensare i modi di educazione e genitorialità, senza dire come dovrebbero essere impostati, ma facendo una proposta di riflessione, buttiamo la pietra nell'acqua per vedere cosa succede. Dobbiamo cercare modi per promuovere un'infanzia libera, senza invadere quella esperienza sensibile con imposizioni rigide che non riflettono per niente la realtà. Proponiamo di ripensare ad un'educazione liberatrice che rafforzi l'autonomia delle ragazze e dei ragazzi, e gli consenta di sviluppare i propri talenti e desideri. Non bambini “pre-confezionati” ma liberi di uscire dalla scatola di cartone. Dobbiamo pensare ai nostri figli come soggetti politici, perché hanno il futuro nelle loro mani. Non sono contenitori da riempire, con un atteggiamento passivo, come le principesse in attesa di essere salvate. Sono streghe ribelli, sono brave, sono gli anti-eroi che non hanno bisogno di poteri per cambiare il mondo, perché possono farlo per i propri meriti.

Con quali criteri vengono selezionati i personaggi di ogni libro?
Non abbiamo criteri rigidi, a volte ci piace un personaggio perché ha fatto strada nella vita con grande coraggio, a volte anche perché con le sue parole ha generato cambiamenti nel mondo, artisti che cercavano le voci dei loro antenati, guerrieri, madri, ma in generale cerchiamo figure che sono state dimenticate dalla storia. Ecco perché spesso abbiamo difficoltà a ottenere informazioni per ricostruire una storia, come nel caso di Juana Azurduy. Cerchiamo anche di mostrare che hanno vissuto la loro vita con gioia e dignità, con i loro piccoli momenti di felicità e di piacere. Perché alla fine questa  è la vita, a differenza di ciò che le favole vogliono mostrarci. un finale felice e artificiale e luminoso, una visione che non rispecchia e irraggiungibile per le fasce più popolari.